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Codix | Easy logic coding

Il laboratorio tratta i principi di base della programmazione. Con l’ausilio di un’interfaccia a blocchi grafici i ragazzi si avvicinano alla logica della programmazione in modo semplificato. Comprendere le diverse funzioni dei blocchi e assemblarli nel corretto ordine è fondamentale per attivare piccole sequenze di azioni che possono essere verificate tramite una simulazione virtuale oppure con output fisici (schedine di sviluppo o robot programmabili).

La programmazione a blocchi può avere numerose applicazioni digitali, dal gaming alla domotica, e consente ai ragazzi di continuare a imparare per conto proprio attraverso le numerose piattaforme open source disponibili.

Programmazione ad oggetti

Diciamocelo, gli hacker e i programmatori sono i maghi del nostro tempo. Chi non vorrebbe essere in grado di parlare quel linguaggio pieno di lettere e numeri, e di far muovere il mondo dal proprio computer?

Impossibile, direte voi, bisogna essere dei geni!
Non se avete Codix come amico. Se non lo conoscete vi raccontiamo la sua storia insieme all’esperienza di Stefano (15 anni).

Stefano pensava che il coding fosse una cosa difficile, di quelle che solo i grandi possono capire. Come suo fratello maggiore, che a scuola già si destreggiava tra computer e robot. Lui invece aspettava con ansia di essere grande abbastanza per andare alle superiori e cominciare ad apprendere tutti i segreti che il fratello non voleva rivelargli.
Fu così che un giorno, in day hospital, gli presentammo Codix, il nostro laboratorio di easy logic coding. Gli spiegammo che “da un grande potere derivano grandi responsabilità” e che quindi, prima di rivelargli i segreti più profondi di Codix, avrebbe dovuto superare delle prove. Lo portammo nel mondo di Blockly per affrontare videogiochi sempre più difficili man mano che avanzava di livello. Si allenò duramente fin quando i videogiochi e il coding non ebbero più segreti per lui. Era pronto: come un Jedi cui si dona la spada laser, Stefano poteva ora conoscere il braccio destro di Codix, il piccolo Ozobot. Non fatevi imbrogliare dal suo aspetto buffo e tenero: Ozobot è un robot dalle mille capacità, a volte però un po’ dispettoso, e va controllato con fermezza. Ma che cosa fargli fare?
Fu allora che Stefano ebbe una grandiosa idea. Gironzolando per la stanza, cominciò a raccogliere strani oggetti, distribuirli nello spazio, montarli tra loro. Ed ecco la grande fantasia di Stefano: un percorso per far giocare Ozobot!

Imparare facendo, è questo che rende Codix così divertente. Perché la programmazione a blocchi non è un mistero da svelare, ma un facile mezzo da acquisire per aprire le porte alla robotica educativa. Stefano voleva scoprire i segreti del fratello, ma con Codix è riuscito a fare molto di più: con la curiosità e la logica ha trovato un modo divertente di usare Ozobot, capendo non solo come funziona, ma anche come sfruttare l’ambiente dell’Ospedale a proprio vantaggio. Con Stefano abbiamo potuto osservare le meraviglie del pensiero computazionale in atto. E non c’è stato bisogno di essere hacker (o di essere adulti) per riuscirci.